Graphics Processing Unit unità di elaborazione grafica (più nota come GPU)

L'unità di elaborazione grafica (più nota come GPU, dall'inglese graphics processing unit) o unità di elaborazione visiva (VPU, dall'inglese visual processing unit) o processore grafico o processore visivo è una tipologia particolare di coprocessore che si contraddistingue per essere specializzata nel rendering di immagini grafiche. Il suo tipico utilizzo è come coprocessore della CPU e da alcuni anni viene anche utilizzata in generiche elaborazioni dati (GPGPU).

La GPU è tipicamente implementata come microprocessore monolitico e, da alcuni anni, viene anche implementata assieme alla CPU nel medesimo circuito integrato.[1] Da alcuni anni vengono anche prodotti processori multicore formati da più core di GPU.
Graphics Processing Unit
Le GPU moderne, sebbene operino a frequenze più basse delle CPU, sono molto più veloci di esse nell'eseguire i compiti in cui sono specializzate.
La GPU attualmente entra pesantemente in funzione solo nell'accelerazione 3D. Difatti, nell'accelerazione 2D, i dati vengono elaborati dalla CPU e allocati dalla GPU in una parte della memoria chiamata framebuffer; da lì, il RAMDAC (Random Access Memory Digital-to-Analog Converter) legge i valori di colore da assegnare ai singoli pixel e genera il segnale per lo schermo.
Diversamente, quando viene elaborata un'immagine 3D, la CPU del computer si occupa solo del calcolo delle coordinate geometriche dei vertici dei poligoni che compongono gli oggetti della scena, e lascia alla GPU il compito di riempire le "facce" formate da questi vertici, chiamate in gergo Mesh, e del calcolo delle ombre e degli effetti grafici da applicare ai poligoni, sgravandosi da pesanti operazioni di calcolo. Dopo di ciò i dati risultanti verranno normalmente posizionati nel frame buffer, per poi passare per il RAMDAC ed arrivare allo "schermo".

Dal punto di vista terminologico abbiamo tre soluzioni con architetture diverse[2]:
  • GPU discreta ovvero dedicata: è presente una scheda video specifica;
  • GPU integrata: la sezione grafica è condivisa con la CPU ovvero sul chipset;
  • GPU doppia: GPU integrata (per applicazioni video ordinarie) più GPU dedicata (per flussi video pesanti: rendering, gaming, ecc.).
Questa soluzione può essere configurata con commutazione automatica oppure manuale (ovvero l'utente decide quale scheda utilizzare), agendo sul BIOS o meglio sullo strumento relativo alla sezione grafica.
Graphics Processing Unit
Le moderne GPU discendono dai chip grafici monolitici di fine anni settanta e degli anni ottanta.

Questi chip non avevano la funzione BitBLT, o l'avevano solo sotto forma di sprite, e solitamente non avevano funzioni per il disegno di forme.

Alcune GPU potevano eseguire più operazioni in una display list, e potevano usare il DMA per ridurre il carico sulla CPU; uno dei primi esempi è stato il co-processore ANTIC usato sul computer Atari 800 e Atari 5200. Alla fine degli anni ottanta e all'inizio degli anni novanta, le GPU di fascia alta venivano spesso implementate con microprocessori non specializzati ad alta velocità; alcune schede grafiche (molto costose) per PC e workstation usavano chip DSP (digital signal processor) (come la serie TMS340 della TI) per implementare funzioni veloci di disegno, e molte stampanti laser venivano fornite con un elaboratore di immagini raster PostScript (un caso speciale di una GPU) funzionante su una CPU RISC come l'AMD 29000.
Man mano che la tecnologia di costruzione di chip migliorava, è diventato possibile spostare sia le funzioni di disegno sia la funzione BitBLT sulla stessa scheda (e, in seguito, nello stesso chip) insieme ad un normale controllore di frame buffer come il VGA; questi "acceleratori 2D" semplificati non erano così flessibili come le GPU basate su microprocessore, ma erano molto più facili da costruire e da vendere. L'Amiga è stato il primo computer per il mercato di massa a includere un blitter nel suo hardware video, e il sistema grafico IBM 8514 è stato una delle prime schede video per PC a implementare in hardware le primitive 2D.

All'inizio degli anni '90, la diffusione di Microsoft Windows ha generato un grande interesse verso la grafica raster 2D ad alta velocità e alta risoluzione (che in passato era stato il dominio delle workstation Unix e dei Macintosh Apple). Per il mercato dei PC, la dominanza di Windows ha significato che i produttori di dispositivi grafici per PC adesso potevano focalizzare gli sforzi di sviluppo su una sola interfaccia di programmazione, la GDI.

Nel 1991, S3 Graphics ha introdotto il primo acceleratore 2D su singolo chip, l'S3 86C911 (il cui nome è stato ispirato dall'autovettura Porsche 911 come indicazione dell'aumento di velocità che prometteva). L'86C911 ha generato molti imitatori; nel 1995, tutti i principali produttori di chip grafici per PC avevano aggiunto il supporto per l'accelerazione 2D ai loro chip. Entro questo tempo, gli acceleratori per Windows non programmabili avevano sorpassato, in termini di prestazioni di Windows, i costosi coprocessori grafici ad uso generico, per cui i coprocessori scomparvero dal mercato dei PC.

Memoria RAM memoria ad accesso casuale

La RAM, acronimo dell'inglese Random Access Memory ovvero memoria ad accesso casuale, è un tipo di memoria informatica caratterizzata dal permettere l'accesso diretto a qualunque indirizzo di memoria con lo stesso tempo di accesso.
La memoria ad accesso casuale si contrappone alla memoria ad accesso sequenziale e alla memoria ad accesso diretto rispetto alle quali presenta tempi di accesso sensibilmente inferiori motivo per cui è utilizzata come memoria primaria.

Banchetto di memoria RAM
Il tipo di memoria ad accesso casuale più comune attualmente è a stato solido, a lettura-scrittura e volatile, ma rientrano nel tipo di memoria ad accesso casuale la maggior parte dei tipi di ROM (inteso nell'accezione più comune e non come memoria a sola lettura), la NOR Flash (un tipo di memoria flash), oltre a vari tipi di memorie informatiche utilizzate ai primordi dell'informatica e oggi non più utilizzate come ad esempio la memoria a nucleo magnetico.

Esclusivamente l'acronimo RAM (non il termine "memoria ad accesso casuale") ha anche una seconda accezione più ristretta ma attualmente più diffusa secondo cui la RAM è una memoria ad accesso casuale del tipo più comune cioè a stato solido, a lettura-scrittura e volatile.

Universal Serial Bus è uno standard di comunicazione seriale che consente di collegare

In elettronica l'Universal Serial Bus (USB) (IPA /ˌjuːnɪˈvɜ(ɹ)ːsɫ ˈsɪɹiəɫ bʌs/) è uno standard di comunicazione seriale che consente di collegare diverse periferiche a un computer. È stato progettato per consentire a più periferiche di essere connesse usando una sola interfaccia standardizzata e un solo tipo di connettore e per migliorare la funzionalità plug-and-play consentendo di collegare o scollegare i dispositivi senza dover riavviare il computer (hot swap).

Il sistema USB è asimmetrico: consiste in un singolo gestore e molte periferiche collegate ad albero, attraverso dei dispositivi chiamati hub (concentratori). Supporta fino a un massimo di 127 periferiche per gestore, ma nel computo vanno inclusi anche gli hub e il gestore stesso, quindi, in realtà, il numero totale di dispositivi collegabili è sensibilmente inferiore. La lunghezza massima che può avere un cavo USB senza che il segnale diventi troppo debole è pari a 5 m; oltre questo limite, è necessario ricorrere a uno o più hub attivi che amplifichino il segnale. Le specifiche prevedono il collegamento consecutivo d'un massimo di 5 hub.
Lo standard prevede che il connettore porti anche un cavo (chiamato VBUS) per alimentare le periferiche a basso consumo. Le periferiche che hanno richieste energetiche elevate devono essere alimentate a parte. I limiti energetici dello standard vanno seguiti scrupolosamente, pena il probabile danneggiamento del gestore, dato che lo standard USB non prevede nelle specifiche minime la sconnessione in caso di sovraccarico.
Il disegno dell'USB è stato pensato per consentire un semplice inserimento e rimozione. Lo standard è stato progettato in modo da consentire un semplice aggiornamento dei sistemi sprovvisti di USB attraverso una scheda PCI ISA o PC Card. Le porte USB sono dotate del supporto del Plug and Play e supportano i dispositivi hot swap: se il sistema operativo lo consente, supportano la rimozione "a caldo" delle periferiche e il reinserimento senza dover riavviare il computer.
L'USB può collegare periferiche quali mouse, tastiere, memoria di massa a stato solido e a disco rigido, scanner d'immagini, macchine fotografiche digitali, stampanti, casse acustiche, microfoni, navigatori satellitari, televisori, dispositivi audio, cellulari, smartphone e altre. Per i componenti multimediali, ormai, lo standard USB è il metodo di collegamento più utilizzato, mentre nelle stampanti sopravvivono ancora pochi modelli dotati anche di porta parallela per questioni di compatibilità.

CPU unità di elaborazione centrale o processore centrale

L'unità di elaborazione centrale (abbreviazione comunemente utilizzata: CPU[1]) o processore centrale[2] è una tipologia di processore digitale general purpose la quale si contraddistingue per sovrintendere tutte le funzionalità del computer digitale basato sull'architettura di von Neumann o sull'architettura Harvard.
È detta unità centrale di elaborazione perché coordina in maniera centralizzata tutte le altre unità di elaborazione presenti sulle moderne architetture hardware dei computer ovvero i chip di elaborazione delle varie periferiche interne o schede elettroniche (scheda audio, scheda video, scheda di rete) (es. coprocessore e processore di segnale digitale).
Il compito della CPU è quello di eseguire le istruzioni di un programma presente in memoria centrale o primaria (RAM) dopo averlo prelevato dalla memoria secondaria o di massa. Durante l'esecuzione del programma la CPU legge o scrive dati in memoria centrale. Il risultato dell'esecuzione dipende dal dato su cui si opera e dallo stato interno in cui la CPU stessa si trova, e può mantenere la traccia delle operazioni passate.
Attualmente la CPU è tipicamente implementata come microprocessore monolitico, montata sulla scheda madre e collegata alle altre periferiche interne (schede elettroniche) attraverso il chipset, presente anch'esso sulla scheda madre, e relative interfacce di collegamento.

La CPU nasce quando, per la prima volta nella storia, vengono riuniti all'interno dello stesso cabinet due processori che precedentemente erano sempre stati contenuti in cabinet diversi (o comunque costituivano blocchi distinti): l'ALU e l'unità di controllo. La prima CPU commercializzata della storia è l'IBM 709 Central Processing Unit,[3] una CPU basata sulla valvola termoionica e disponibile con l'IBM 709 Data Processing System (un computer dell'IBM commercializzato a partire dal 1958).
Il cabinet dell'IBM 709 Central Processing Unit ha le dimensioni di un armadio. Grazie all'avvento prima del transistor e poi della microelettronica, è stato possibile contenere la CPU prima in una scheda elettronica e, successivamente, in un circuito integrato (quindi nello spazio di pochi centimetri quadrati). In particolare la prima CPU commercializzata e interamente contenuta in un circuito integrato è il microprocessore Intel 4004 (commercializzato a partire dal 1971), la cui invenzione la si deve allo scienziato italiano Federico Faggin.

Antivirus software atto a prevenire, rilevare ed eventualmente eliminare

Un anti-virus, spesso scritto anche antivirus o AntiVirus e abbreviato in AV, è un software atto a prevenire, rilevare ed eventualmente eliminare programmi dannosi (noti come malware), quali: virus informatici, adware, backdoor, BHO, dialer, fraudtool, hijacker, keylogger, LSP, rootkit, spyware, trojan, worm e molti altri ancora.
Al giorno d'oggi, tuttavia, un "classico" AntiVirus da solo non è più spesso in grado di proteggere un computer da tutte le minacce esistenti, quali ad esempio: attacchi cibernetici, Advanced Persistent Threat (APT), botnets, DDoS attack, phishing, scams, social engineering o spam. Quindi, la "sicurezza informatica" è generalmente offerta in prodotti, o pacchetti di prodotti, e servizi dalle aziende produttrici di software AntiVirus. Questa pagina descrive il software utilizzato per la prevenzione, l'identificazione e la rimozione di malware, piuttosto che la sicurezza informatica attuata con altri metodi software, come ad esempio: AntiSpam, Firewall, IDS.

Un antivirus da solo, per quanto affidabile ed efficiente, non è una protezione totale contro il 100% dei virus informatici esistenti al mondo. Inoltre, un antivirus si basa su determinate regole e algoritmi scritti da esseri umani, e pertanto queste possono portare a errori (falsi positivi) e/o a decisioni sbagliate.
Dal punto di vista tecnico ci sono svariati metodi che si possono utilizzare per prevenire e individuare malware. In generale, questi metodi possono essere suddivisi in tecniche di analisi statica, che si basano esclusivamente sull'analisi di codice e dati dei file binari (quali: signatures, analisi telemetriche e data mining), e analisi dinamica (quali: sandbox e honeypot), che si basano sull'esecuzione dinamica di un file per capire se è maligno o benigno. Tuttavia, queste ultime tecniche sono raramente utilizzate nei prodotti antivirus destinati agli utenti finali, ma sono generalmente utilizzate solamente all'interno dei laboratori delle aziende produttrici di software antivirus, al fine di aiutare i ricercatori a studiare i campioni malware. Questo è per via dei forti limiti dell'analisi dinamica, quali un alto overhead e il fatto che non può "vedere" tutto ciò che riguarda il programma. Tuttavia, esistono alcuni prodotti antivirus che effettivamente implementano queste tecniche.

IBM International Business Machines Corporation

L'International Business Machines Corporation (abbreviazione comunemente utilizzata: "IBM"[3][4]; popolare soprannome: "Big Blue"[5]) è un'azienda statunitense, tra le maggiori[6] al mondo nel settore informatico. IBM produce e commercializza hardware e software, offre infrastrutture, servizi di hosting e consulenza in settori che spaziano dai mainframe alle nanotecnologie.[7] A partire da settembre 2011, IBM è la seconda più grande azienda tecnologica al mondo quotata in borsa per capitalizzazione di mercato.[8][9] Invenzioni famose di IBM includono il bancomat, il disco floppy, il disco rigido, la carta a banda magnetica, il database relazionale, la Scheda madre, Connettori PS/2, l'Universal Product Code (UPC), il sistema SABRE di prenotazione aerea, la DRAM, e il sistema d'intelligenza artificiale Watson.

Costituita il 16 giugno 1911, ma attiva dal 1888, ha sede ad Armonk, New York, USA.
La filiale italiana dell'IBM fu costituita nel 1927.
L'azienda produce computer di tutte le dimensioni, software e servizi informatici. La sua divisione Global Financing inoltre è a tutti gli effetti una delle banche più grandi al mondo.
Dal dicembre 2004 (operativamente da giugno 2005) IBM Corporation ha ceduto a Lenovo (azienda leader in Cina e sui mercati asiatici attiva nella produzione di PC, Cellulari, server e periferiche) PC Global, la parte dell'azienda che produce computer desktop e portatili.
Nel 1910, Herman Hollerith, conferì i suoi brevetti per la Germania a Willy Heidinger, un commerciante di macchine addizionatrici che fonda la Deutsche Hollerith Maschinen Gesellschaft, abbreviata in Dehomag. Poi Hollerith vende l’intera attività a Charles Flint e questi a sua volta a Thomas J. Watson, che trasformerà il vecchio nome dell’azienda americana in IBM e renderà l'azienda leader nel campo dei sistemi meccanografici, destinati ad avere un grande successo nell'epoca del New Deal roosveltiano.
Con l'avvento del calcolatore elettronico, il prodotto principale di IBM diventa il mainframe, in cui è tuttora leader di mercato.
Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, a causa dell'emergere dell'informatica distribuita, attraversò un periodo di profonda crisi.
IBM ricominciò a salire la cima puntando sue due direttrici: i servizi a valore aggiunto, e i sistemi cosiddetti "midrange", cioè la serie AS/400 (prodotta negli stabilimenti di Rochester - USA, Roma Santa Palomba - Italia e dal Campus di Dublino - Irlanda), oggi iSeries, che sarebbe esplosa letteralmente prima nelle piccole e medie imprese, e poi anche nelle grandi aziende, dove si conquistò un posto come "snodo" fra i grandi Mainframe e le unità produttive decentrate.
Attualmente è attiva in molti settori: dai server che vende con vari sistemi operativi (AIX, Linux, Windows NT), al software (questa divisione nasce nel 1995), ai servizi in ambito informatico, ai microprocessori (ad esempio i PowerPC, utilizzati nelle console NexGen come Xbox 360, Nintendo Wii e recentemente insieme a Sony e Toshiba ha sviluppato il processore multimediale Cell, utilizzato nella PlayStation 3). Dal 2000 IBM ha iniziato una politica di dismissioni ed acquisizioni, volta ad incrementare il ritorno per gli azionisti grazie allo spostamento delle vendite su prodotti/mercati maggiormente profittevoli ed abbandonando tecnologie oramai divenute "commodity" (vedasi il caso di PC e stampanti principalmente). IBM ha acquisito più di 60 aziende dal 2006 ad oggi, trasformandosi da un'azienda hw-centrica ad una realtà dove gran parte del fatturato deriva da software e servizi
IBM ha sposato da tempo la scelta di sostenere il software Open Source collaborando con molti propri specialisti alla realizzazione di pilastri come il server HTTP Apache e l'ambiente di sviluppo software Eclipse, pensato come un framework multipiattaforma facilmente integrabile e personalizzabile per diversi ambienti e linguaggi di programmazione, partendo da Java ma oggi anche con supporti per PHP.

Apple azienda informatica statunitense che produce

Apple Inc. è un'azienda informatica statunitense che produce sistemi operativi, computer e dispositivi multimediali con sede a Cupertino, Silicon Valley.
Comunemente chiamata "Apple" è stata "Apple Computer Company", dal 1º aprile 1976 al 3 gennaio 1977, ed "Apple Computer Inc.", dal 3 gennaio 1977 al 2007.
Conosciuta in tutto il mondo dai primi anni ottanta grazie alla vasta gamma di computer Macintosh, attualmente il suo nome è associato anche al lettore di musica digitale iPod, al negozio di musica online iTunes Store, all'iPhone, smartphone basato sul sistema operativo iOS, e al tablet iPad.
Nel corso del tempo Apple ha introdotto presso il grande pubblico numerose innovazioni nel campo dell'alta tecnologia e del design applicate ai prodotti informatici.
A partire da agosto 2011, Apple è una delle più grandi aziende al mondo per capitalizzazione azionaria e di maggior valore al mondo, davanti alla eterna rivale Microsoft.[3]
Il 12 agosto 2012 Apple diviene la società privata con maggiore capitalizzazione di mercato di sempre, battendo il precedente record della rivale Microsoft risalente al 1999.[4], anche se è nettamente inferiore alle compagnie nazionali, come Saudi Aramco. Nel 2012 gli utili sono cresciuti del 94%.

Microsoft Windows ambienti operativi e sistemi operativi

Microsoft Windows (abbreviazioni comunemente utilizzate: "Windows" o "Win") è una famiglia di ambienti operativi e sistemi operativi dedicati ai personal computer, alle workstation, ai server e agli smartphone. In particolare Microsoft Windows nasce come ambiente operativo per i sistemi operativi MS-DOS e PC DOS (dedicati ai personal computer), e diventa sistema operativo con Windows NT (dedicato alle workstation e ai server) e Windows 95 (dedicato ai personal computer).
Microsoft Windows è software proprietario della Microsoft Corporation che lo rende disponibile esclusivamente a pagamento. In particolare attualmente Microsoft Corporation commercializza solo sistemi operativi appartenenti alla famiglia Microsoft Windows: Windows 7 per i personal computer e le workstation, Windows Server 2008 R2 e Windows Home Server 2011 per i server, Windows Phone per gli smartphone, e Windows CE per i Pocket PC e i Portable Media Center.
Con Microsoft Windows attualmente Microsoft Corporation detiene la maggior parte del mercato dei sistemi operativi: a gennaio 2013 la quota di mercato relativa a Microsoft Windows in tale settore commerciale era pari all'80,47%.[1] La quota di mercato sale al 91,62% se si considera solo i sistemi operativi per desktop e laptop computer.[2]

Computer in italiano calcolatore o elaboratore

Un computer (in italiano calcolatore o elaboratore, talvolta nell'italiano svizzero ordinatore) è una macchina automatizzata in grado di eseguire calcoli matematici complessi e, eventualmente, altri tipi di elaborazioni di dati. Nato infatti come macchina calcolatrice evoluta, a partire dalla seconda metà del XX secolo il computer si evolve in macchina in grado di eseguire le più svariate elaborazioni, restituendo cioè un certo output a partire da istruzioni impartite in input dall'esterno.
Nel corso della storia, l'implementazione tecnologica di questa macchina si è modificata profondamente sia nei meccanismi di funzionamento (meccanici, elettromeccanici ed elettronici), che nelle modalità di rappresentazione dell'informazione (analogica e digitale) che in altre caratteristiche (architettura interna, programmabilità, ecc.). Al giorno d'oggi, ci si riferisce comunemente al computer come ad un dispositivo elettronico e digitale, programmabile a scopo generico costruito secondo la cosiddetta architettura di von Neumann ed il modello teorico-computazionale della cosiddetta macchina di Turing. Sebbene i computer programmabili a scopo generico siano oggi i più diffusi esistono in specifici ambiti di applicazione modelli di computer dedicati (automazione industriale, domotica, ecc.).
In questa forma e al pari della televisione, esso rappresenta il mezzo tecnologico simbolo che più ha modificato le abitudini umane dal secondo dopoguerra ad oggi: la sua invenzione ha contribuito alla nascita e allo sviluppo dell'informatica moderna, che ha segnato l'avvento della cosiddetta terza rivoluzione industriale e della società dell'informazione.

Personal computer computer di uso generico

Personal computer dovrebbe essere, nel significato originale del termine, un qualsiasi computer che sia stato progettato per l'uso monoutente, cioè da parte di una sola persona per volta[1] (in opposizione per esempio ai mainframe, a cui interi gruppi di persone accedono contemporaneamente attraverso terminali remoti).
Al giorno d'oggi il termine personal computer è invalso a indicare una specifica fascia del mercato dell'informatica, quella del computer a uso privato, casalingo, per uffici o per la piccola azienda. In alcuni casi, personal computer o PC è usato con un significato ancora più specifico, ristretto alla sola gamma delle macchine IBM compatibili. Infatti, nel gergo informatico più tecnico[2], si contrappone PC a Mac intendendo, nel primo caso, un computer (IBM compatibile) con sistema operativo Windows e, nel secondo caso, un computer Apple sul quale quindi gira il sistema operativo Mac.
Il progressivo appiattimento tecnologico, inteso come avvicinamento delle caratteristiche prestazionali dei personal computer nei confronti dei server e dei mini computer, rendono spesso difficile la collocazione di un elaboratore elettronico all'interno delle canoniche classificazioni (super computer, mainframe, mini computer, server, personal computer).
Ciò che oggi differenzia un personal computer da un server o da un'avanzata console per videogiochi non è inerente alle caratteristiche fisiche, alle prestazioni o alla dotazione di interfacce, ma semplicemente alla dotazione di software e alla designazione d'uso.
L'architettura dei personal computer è ormai in grado di essere scalabile, ove necessario, e raggruppabile in cluster permettendo di raggiungere funzionalità e prestazioni comparabili a sistemi mainframe e supercomputer.
Con la stessa flessibilità, il personal computer può essere sostituito a specifiche tecnologie embedded progettate per applicazioni specifiche e tramite appositi software sostituirne la funzionalità.
I personal computer sono inoltre parte integrante dei più moderni impianti automatizzati a ogni livello nel settore industriale, medicale, utilities e servizi, sostituendo la maggior parte dell'elettronica sviluppata in modo verticale.